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Tim Buckley a volte…
3 marzo 2006, 17:44
Filed under: my self
fuori è buio…non ho mai capito perchè a tutti piaccia quello che c’è fuori dalla mia finestra(non che a me no piaccia) forse è solo il fatto di essere in alto e senza nulla davanti
io vivo davanti alla ferrovia(non smetterò mai di ringraziare l’inventore dei doppi vetri che abbiamo appena installato) e la finestra della mia camera è un precipizio sulla retta che da bassano porta a Venezia (anche a padova, ma venezia è meglio)
di solito io studio alla scrivania, spesso col pc, e le tende sono sempre aperte come la tapparella, il bello delle sedie girevoli è propio il fatto che girano, ed è un attimo star lì a guardare,a suonare a seguire i treni…
fino a un anno fa, prima delle nuove finestre, ogni andarsene di treno era segnalato da una vibrazione che i vecchi serramenti facevano, e anche le porte interne
ora è tutto come attenuato..il palazzo ancora vibra un po’ ma lo fa come in silenzio..ostinata superbia di chi ha il vestito nuovo??
vabbè comunque fuori è decisamente buio ora
ieri ho riascoltato quella che io considero una delle 5 + belle canzoni mai scritte (cioè dico 5 per far capire che è una delle + belle in assoluto..poi magari è sesta..vabbè non incartiamoci) "song to the siren" di Tim Buckley
dire riascoltato è un po’ un eufemismo, è andata per 1 ora e 34 minuti di seguito, mentre bevevo un te e guardavo fuori dalla finestra coi piedi appoggaiti sulla piccola rientranza in marmo che il davanzale ha verso l’interno della stanza
ho riascolato per la precisione la versione acustica fatta al "monkees show" quella del famoso filmato (da rintracciare assolutamente)
è un po’ diversa dalla versione originale..niente virate(magnifiche oltrettutto) onirico psicadeliche, niente voci lontane…12 corde e la + evocativa voce della storia della musica..stop
ci sono tante cose legate a questa canzone, anzi non molte..ma tutte importanti, diciamo un molto emotivo…ma ieri non ci ho pensato(vabbè son sincero non troppo…non ha senso mentire a me stesso no?) ho riascoltato solo la canzone come canzone…non mi capita spesso di farlo, perchè per me le canzoni sono traccie della memoria a cui cerco di legare un po’ tutto per non correre il rischio che cose mi sfuggano come
al solito..dei nodi al fazzoletto
beh Tim Buckley molti magari non lo sanno è il padre di quello che sarà una delle figure che + ha emozionato gli anni 90 musicali quel jeff tanto caro a molti
una carriera spropositata la sua, un musica enorme piena di influenze..un evoluzione stilistica talmente concentrata..direi dilapidata considerando le ultime cose prima della morte
onesto cantautore dalla voce magnifica, sofisticato folk che poi va a venarsi di jazz incredibilmente profondamente..per poi sfociare nelle eresie(non dispregiativamente eh) compositive di starsailor
ora brucerò all’inferno per questo ma a me starsailor non convince fino in fondo (certo contiene la succitata canzone e questo è già abbastanza)
c’è un altro buckley che io amo a dismisura..è quello di Lorca..il suo album + in bilico fra le sapirazioni psicadeliche, le decostruzioni jazz e il folk.singer degl esordi
eppoi c’è dream letter live..il doppio live quasi solo acustico con i suoi 2 apici
the hearth is broken
wayfaring stranger
tutte e 2 solo voce e chitarra..la prima una gemma di finezza la seconda una cavalcata di 14 minuti che passa in rassegna tutte gli stati dell’emozione

sono parole un po’ mielose lo so..ma per me buckley è questo un infinita tavolozza di sfumature che si dipanano instante dopo istante....

allego il testo colpevole di tutto cio’..il testo è quello della versione in questione

Long afloat on, shipless oceans
I did all my best to smile
til your singing eyes and fingers
drew me loving into your isle
.
And you sang "Sail to me, sail to me;
Let me enfold you."
Here I am, here I am waiting to hold you.
Did I dream you dreamed about me?
Were you here when I was fox?
Now my foolish boat is leaning, broken lovelorn on your rocks.
For you sang, "Touch me not, touch me not, come back tomorrow."
Oh my heart, oh my heart shies from the sorrow.
I am puzzled as the oyster,
I am troubled as the tide.
Should I stand amid your breakers?
Or shall I lie with death my bride?
Hear me sing: "Swim to me, swim to me, let me enfold you."
"Here I am. Here I am, waiting to hold you."


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