.:: F A T M I N D _ 1 9 9 9 ::.


Alice e il metrò
6 marzo 2006, 23:51
Filed under: racconti
Si chiama alice.
La prima volta che l’ho vista era vestita con un giubbino in pelle nera, jeans un po’ slavati e stracciati, che lasciavano maliziosamente intravedere il ginocchio, e un paio di converse rosse.
I capelli erano neri corti, con la frangetta davanti, il viso un po’ gonfio, non molto, ma quanto basta per risultare perennemente imbronciato.
Portava un paio di occhiali con montatura in plastica rossa dalle lenti enormi, e la tracolla verde militare era giustamente ricoperta con scritte, pins e loghi di gruppi perloppiù sconosciuti.Tra le mani teneva una sgualcita copia delle "città invisibili", molto sgualcita.Un sacco di post-it differenti uscivano dalle pagine, ognuno scritto e appuntato.Dal mio sedile non riuscivo a leggere cosa vi avesse annotato, ma immagino fossero appunti sui capitoli, per ritrovarli più velocemente.O qualcosa del genere

Ogni giorno io reincontro alice, è diventato il nostro rapportoAlla fermata sotto casa stiamo sulla banchina in attesa del convoglio, poi saliamo, sempre nello stesso vagone del metrò, e infine ci ritroviamo seduti l’uno di fronte all’altra per 15 minuti, minuto più minuto meno.Lei scende una fermata prima di me, ma non lo fa come lo fano tutti gli altri, si ferma sempre alla porta scorrevole, qualche secondo prima di arrivare a destinazione, e mi guarda dall’alto, senza dirmi nulla… poi se ne va di fretta

E’ un rituale ormai, si ripete da mesi.Ci sono volte in cui mi chiedo se non sia tutto nella mia testa soltanto.
Appena scende io incomincio a immaginare cosa farà mai nelle prossme 23ore e 45 minuti, mi sembra un po’ strano, infondo, il fatto che ci sia qualcos’altro oltre a questo treno nella sua vita.
Che persone incotrerà?
Cosa la aspetta fuori quella porta??
Ho cominiciato a costruirle una vita addosso, ad Alice, un vita fatta di congetture e deduzioni, solo per rispondere alle mie domande.
Mi immagino il suo mondo, e l’aspettano ovviamente solo cose bellissime, ma non ostante tutto la vedo sempre un po’ maliconica e triste, come un po’ solitaria; se non proprio felice almeno serena, quello si non glielo nego.
D’altrone è facile immaginarla, vestita come se fosse uscita sa un video degli strokes o giù di lì, seduta sugli scalini della facoltà mentre parla, distante e annoiata, con i suoi compagni, tutti rigorosamente in uniforme indie approved, sigaretta fra le mani, che elemosica appunti delle lezioni che ovviamente non seguirà mai..
La immagino anche lei incerca di qualcosa."Aspetto un emozione sempre più indefinible"; l’altro giorno ho chiaramente distinto i CCCP uscire dalle sue cuffiette

Io, alice, la incontro da tre mesi su quel metrò, da quando mi sono trasferito.In questo periodo ha cambiato 3 libri, una bella media, uno al mese.Ed erano tutti e tre di calvino.Come potrevo non innamorarmi di lei??
una volta ho anche pensato di cambiare il nostro riutale, di sedermi affianco a lei, per una volta.Ma quello stesso giorno, sulla banchina, mi ha squadrato come mai era successo prima.Credo avesse capito le mie intenzioni, e non me la sono più sentita.
Infondo è meglio così, la forma instabile del nostro amore è fatta di un sottile ripetersi, un gioco delle parti infinito, reitera se stessa giorno in giorno in regole non scritte…
cose così

Si si amore, non sbaglio, perchè così l’amore si costruisce…
E’ una certezza proiettata sugli altri, alla fine è questo che ci rimane: ricordi di certezze e poc’altro. Poco importa la loro consistenza.I pezzi di vetro che diventerà questo metrò si accumoleranno nella memoria, feriranno i miei piedi, perchè io ci passerò sopra, come a tante altre cose.Le lastre impresse dei nostri ricordi diventano uguali una volta infrante, non + storie consequenziali, ma immagini, e infine, frantumi.Ricordi estrapolati dal loro scorrere, irriconducibili all’ unità, pezzi in sè, ora sul serio infrangibili, che di volta in volta chiamiamo: "amore", "lacrime", "gioia", ecc ecc.Pezzi di concetti che andiamo a costruire, concetti che poi richiamiamo, via via con quel nome.
Tanto valeva prendersi avanti no?!?!

Credo che amerei alice sul serio, e forse pure lei ricambierebbe
Credo sarebbe bellissimo se si chiamasse sul serio alice
Non ho mai visto una persona che, girandosi al suono di quel nome, potrebbe diventare tanto bella

Creative Commons License
fatmind1999 by fatmind1999 is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.
Based on a work at fatmind1999.spaces.live.com.

Annunci

Lascia un commento so far
Lascia un commento



Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: