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storia contemporanea
26 marzo 2006, 13:52
Filed under: racconti
le parole si confondono, beh mi capita sempre.
è che a lei non so veramente che dire, come ogni volta, come tutte le volte
ad esser sinceri non mi ricordo dove ci siamo incontrati, ma è diventata un viso, molto presto, si un viso.
un po’ come quando, in mezzo alla gente, vedi una persona, e non puoi dire di conoscerla, ma nemmeno è un nessuno, e del resto neache tu per lei.
e
così ogni giovedì, verso le 15:00 quando inizia il corso di storia
contemporanea, al solito posto (3a fila, 5° posto dalla destra) la vedo
li,
:- ciao! -:
:- heilà tutto bene? -:
:-si si..beh dai si va avanti -:
:- come tutti no?? ahah , ciao eh! -:
:-si si, ciao -:
ora le variazioni sul tema sono infinite ma più o meno sono queste le cose, le nostre cose…sono quello che sappiano di noi.
gente
della facoltà le chiamo. gente innocua che gravita attorno alla mia
vita, senza lasciare impronte, un alone tipo un respiro sulla finestra,
dei visi, sorrisi d’ordinanza ordinati dalla casistica.
con lei è
diverso, ma non nel senso delle solite minchiate tipo "è bastato uno
sguardo" oppure " a me basta un secondo per capirle le persone" e chi
più ne ha più ne metta.ma diverso perchè alla fine di ogni siparietto,
di ogni incontro, rimbomba una sorta di coda emozionale, un po’ come
quando finisce una canzone e ne rimane quel brusio di fondo dentro le
orecchie, quel senso di pienezza che non è ancora silenzio, ma neanche
+ musica.
ma le parole sono queste, così le vite e così noi
stessi.la forma delle relazioni non è qualcosa che si possa tornire,
modellare….
in jurassic park, se non nel libro di sicuro nel film,
il matematico, per spiegare al teoria del caos, fa l’esempio del
biliardo. nel campo teorico colpendo la palla con una forza di
direzione r e di intensità S, è assolutamente possibile prevedere
quello che accadrà in un intervallo di tempo T all’interno di quel
sistema.nel campo del reale invece la micrologia delle cose:
-il panno è veramente piano e privo di attrito?
-le palle sono veramente lisce?
-le forze sono veramente vettoriali?
-ecc ecc
rende di fatto indefinibili le soluzioni di continuità fra momenti consequenziali, o forse crea di fatto delle piste ineluttabili,
perchè caos è solo la consolatoria parola che usiamo per nascondere i
nostri limiti di comprensione…
un po’ come quando si incide un
foglio di legno con un taglierino, già il fatto di appoggiarsi su una
venatura o su l’altra dicidera quanto simile alle nostre intenzioni
sarà il segno….già deciderà se quel foglio si spezzerà o resterà
intero.

:- bella lezione eh?!?! -:
:-si si come no…non passava veramente nulla..beh ora ho il treno corro ciao eh..ci sentiamo presto ok? -:
:-certo certo, ciao ihih -:

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