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In mongolia in retromarcia
14 giugno 2006, 23:23
Filed under: frammenti
me lo ha fatto venire in mente la Sara(ovviamente non quella che lascia commenti sparsi nelle foto e mi fa impazzire per ritrovarli :-p ) a cui ho risposto con un commento nel suo blog citando questo libro…che oggi ho ri-sfogliato
ve ne lascio la parte che mi interessa..è tratta dalla parte scritta da Massimo Zamboni
Il capitolo è "Sintomi"..dovevo postarlo come risposta a Sara..ma era troppo lungo per un commento :-)..beh se passi di qui almeno ti sarà un po’ + chiaro
spero di non aver infilato troppi errori

…preso da ansietà leopardiane, non mi accorgo di Enzo che si avvicina.Enzo (che spero mi perdonerà dovesse mai leggere queste ricghe, ma a lui grazie), un casuale compagno di viaddio, che giusto ieri – primo segno- aveva con sé Leopardi, Opera Omnia, mi avvicin a e punta il diro al centro del labirinto che indosso e dice "Sai che questo non è un labirinto?" "Scusa come prego Enzo?" "Sì se lo guardi bene vedrai che non da scelte di percorso, anzi, è una lunga strada tortuosa che una volta imboccata porta necessariamente al centro.Non è il perdersi, non ha niente a che fare con un’idea di questo tipo, è il trovarsi, ma a un livello più alto"
Un momento. Sono in difficoltà, osservo questo sciamano taciturno travestito di normalità che il caso mi ha messo vicino. Penso alla lettera con cui la TV mongola ci ha addescato, promettendoci incontri con popolazioni che mai prima d’ora avevano avuto contatti occidentali, e con i loro sciamani.
Sulle popolazioni avevano ragione, ché i ragazzini qua attorno ci guardano straniti come noi guardiamo i loro yak. Sugli sciamoni non ci contavo molto, a dire il vero, e in più l’immaginavo in divisa regolamentare, con piume e unghie, bastone di mago e ossicini, o almeno in perizzoma. Ma quando il Caso decide di imporsi è da stolti non considerarlo, specie se si impone con insolite vesti casual, jeans e maglietta.
Enzo mi incalza "Il simbolo che tu chiami labirinto è invece il simbolo della danza di Davide, che non è una danza ma un segno iniziatico. Ti incammina in un viaggio determinato, che ha termine nell’armonia, la consapevolezza del cosmo, nell’idea di sciogliersi. E’ inciso sul pavimento della Cattedraledi Chartes, coperto dalle sedie, e sulle colonne del duomo di lucca".
Mentre parla, in una percentuale dlela mia testa i pensieri corrono: Chartes, sulla srada per la Bretagna, pe rla registrazione del primo CD dei CSI, Ko de Mondo.Cattedrale dalle vetrate dai colori alchemici, rosso e blu, Linea Gotica verso la Quiete. Curioso come le associazioni a volte si incatenino come i grani del rosario. Ora i pensieri si infilano spontaneamente sulla strada di Davide, una canzone oscura dei CCCP, Le Qualità della Danza, costruita sulle supposte movenze della danza di Davide a Dio: "Balla per Me, Davide, per Me e non per la qualità stessa della tua danza". Certo questo è un segno, per chi sa riflettere, monito a tecnici e musicanti.

Le qualità della Danza o, come la chiamavamo allora per comodità, Danza.Sapete come si congeda Enzo?
"..buona Danza"

Se volevi stendermi ci sei riuscito, Sciamano di Milano
[…]

da Massimo Zamboni; G.L.Ferretti "In Mongolia in Retromarcia"; Giunti, Firenze 2000

p.s.
interessante notare come questo "labirinto" sia pure il logo degli ZU

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