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Ultime pagine stinte 10

Uno si aspetta che i cambiamenti radicali della propria vita siano svolte imporovvise, come pugni allo stomaco, si insomma, qualcosa del genere… Invece, il più delle volte, capitano e uno s’accorge d’esserseli persi, distratto da tante cose, aspettando la sensazione che pensava gli avrebbero dato mentre loro, di soppiatto, si infilavano nella sua biografia senza neache avvisare… L’ho realizzato un giorno qualsiasi, qualche settimana fa. Mi stavo preparando ad uscire e come sempre vado allo specchio dell’entrata per controllare quanto sia o meno presentabile. Guardandomi, guardando me, i capelli lunghi, gli occhiali da sole, la mia giacca bluastra, la camicia sformata e stropicciata, i pantaloni scozzesi, le mie scarpe azzurre in tela…. guardando tutte queste cose m’è venuto da ridere pensando “non c’è niente in questo riflesso che tu abbia mai visto”
Era un pensiero così, normale, ho sorriso d’istinto e ficcato le mani in tasca per controllare di avere tutto.. Ravanando  ho ricordato che pure il mio portafoglio, i miei portachiavi, il mio cellulare.. non sono gli stessi. Beh onestamente, è tutto diverso. E’ diverso perfino l’arredamento della casa, sono diverse anche le mie mutande, pure quelle…
Ho rovesciato le mie tasche sul tavolo in soggiorno: “un rapido inventario..” 3 mazzi di chiavi, un cellulare, il portafoglio…
I portachiavi me li avevi regalati tu, due pupazzetti che usavo per l’ufficio e la macchina e un cordino in pelle blu, per le chiavi di casa. Sai non è stata una rimozione programmata non è che mi ricordassero qualcosa o altro, si stavano solamente rovinando, il cordino di pelle soprattutto. Ha perso il suo moschettone placcato argento qualche tempo fa. Ormai  si era ridotto ad un’affarino grigiastro e spellato… il bullone che chiudeva l’asola si staccava di continuo, così capitava che mi ritrovassi con il solo anello e le chiavi infilate….
Gli altri due erano i pupazzetti: due animaletti in peluche di quelli che si trovano nei distributori a biglie fuori dai bar, o nelle cartolerie. Beh lo sai, si sono sempre sporcati molto e adesso cominciavano ad essere veramente brutti. La cosa strana è che mentre li cambiavo, uno dopo l’altro a distanza di qualche mese, neache pensavo fossero le ultime cose di tue che toccavo, che guardavo… che avevo…
Poi vediamo, il cellulare. Beh è stata la prima cosa che ho sostituito, per esigenza più che altro: le batterie ormai mi duravano 2 ore..
Per quanto riguarda il portafoglio invece non so perchè l’ho cambiato, ma è stata l’ultima cosa.. Hai sempre detestato quello vecchio con lo strap, in tela. Ne odiavi il rumore che faceva quando si apriva, il fatto che fosse anacronistico…almeno per uno della mia età. A me non ha mai dato particolarmente fastidio ne chissà quale disagio. E’ solo che da un po’, forse si è sformato con la pioggia di Londra, avevano cominciato a sfilarsi il bancomat e la patente: richiavo di perderli…ancora… Quindi alla fine ne ho preso uno in pelle a libretto.. nero, normalissimo…un po’ anonimo probabilmente approveresti la scelta…

Non so esattamente perchè, ma l’aver realizzato, messo in ordine queste cose, ecco mi è parso un momento degno di nota, da ricordare: Non saranno certo i grandi ripensamenti della vita, sono diverso in tante altre cose più importati o meglio, diversamente consapevole di tante cose importanti… Si può opinare che sono solo pochi oggetti, senza particolare senso.. oggetti dettati da necessità, che uno sceglie e compra a prescindere, unicamente per la loro utilità, perchè gli servono a qualcosa, e poi cambia quando si rovinano…
Beh comunque sia alla fine ho aperto i cassetti, rovistato fra gli scaffali della libreria e li ho raccolti tutti, recuperatoo una scatolina e messi lì dentro, uno di fianco all’altro, come piccoli grandini di consapevolezza concretizzati.. un rosario laico, biografico, da snocciolare a rassicurarsi, di tanto in tanto…Comunqe era già troppo tardi… sono uscito.

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